L’Italia e l’arte nei suoi paesaggi

Paganella, Dolomiti di Brenta

Il cinguettio delicato degli uccellini che volano maestosi fra gli alberi, lo scrosciare dell’acqua di un fiume che prosegue a valle infrangendosi sulle rocce sporgenti, dei raggi di sole che ti illuminano il viso attraverso foglie di diverse forme e colore, un vento leggero e gocce di rugiada sull’erba verde che sentiamo fresca sotto i nostri piedi nudi. Cosa c’è di meglio? Questo potrebbe essere uno di quei paesaggi di cui si narra nei libri, o si vedono dipinti su di un quadro, e che a noi sembrano oggetto di fantasia, ma non è sempre così. Questi luoghi esistono e l’Italia ne è la regina. Inoltre, una parte dell’articolo nove della Costituzione Italiana, contenuto nel primo documento preso in esame, illustra che “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”. Ciò vuol dire che il governo si impegna a tutelare la bellezza del nostro territorio. Da nord a sud, da est a ovest, la nostra Italia può vantare un insieme innumerevole di ricchezze d’importanza storico-culturale tra chiese, basiliche, castelli, musei, ma non solo perché ciò che contraddistingue davvero l’Italia nel mondo sono i suoi paesaggi. Infatti, se si dà un’occhiata al sud si possono individuare i particolari trulli della Puglia, scorrendo i vari Appennini, continuando verso nord tra fiumi e laghi, si arriva alle colline ed agli ulivi toscani, fino a raggiungere il settentrione dove le vette spiccano verso il cielo che sembra infinito, ed i ghiacciai si mostrano in tutta la loro fredda bellezza.

Trulli, Alberobello, Puglia

Durante il convegno nazionale delegati FAI, Andrea Carandini, presidente della stessa, sostenne che durante questo periodo di crisi in Italia, iniziato circa nel 2013, una possibile soluzione sarebbe legata appunto ai paesaggi italiani, dove natura, storia e arte del nostro popolo si incrociano. Quindi la soluzione a questo problema sarebbe quello di riscoprire l’Italia, sia da parte di noi italiani sia dalle altre popolazioni del mondo, valorizzandone le ricchezze nascoste ed anche quelle già conosciute così da dar via ad uno sviluppo economico, civile ma soprattutto culturale. Direttamente od indirettamente, anche Vittorio Sgarbi sostiene l’importanza dei nostri beni, ed in un suo intervento durante una manifestazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, tenuta a Palermo nel 2010, concentra la propria attenzione nel spiegare che il nostro paesaggio è complessità, bellezza e che rispecchia la vera Italia per intero.

Il nostro patrimonio si intreccia tra storia e natura attraverso i secoli, ed è appunto per questo che dev’essere difeso, ma per la maggior parte da valorizzare. Ognuno di noi, magari senza nemmeno pensarci, prova piacere a passeggiare su sentieri di montagna con il silenzio che avvolge tutt’intorno e la frizzante freschezza che ci pervade; ma anche una visita ad un qualsiasi museo, ad una galleria d’arte, ad un castello medievale. E che dire di una chiesa che ci lascia basiti nel vedere l’arte e l’architettura racchiusa in essa? Magia. Ecco cos’è il nostro patrimonio culturale e paesaggistico, e come tale abbiamo il diritto e il dovere di difenderlo, valorizzandolo in tutto il mondo.

Ilaria Gabrielli – 5° CAPES ENAIP Tione

Basilica di San Pietro, Città del Vaticano

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