RECENSIONE DEL FILM UNA CANZONE PER MIO PADRE

Il perdono e la paura di perdere chi si ama, ridare fiducia e lasciare andare la rabbia e apprezzare il cambiamento. Nel film una canzone per mio padre questi elementi emergono con forza attraverso il rapporto conflittuale, violento, distaccato tra Bart, giovane ragazzo appassionato di musica, ed il padre alcolista, che vede il football l’unica ragione di realizzazione. Quest’ultimo non riuscendo a costruirsi una carriera sportiva sfoga la sua frustrazione nell’abuso di alcool che degenera in atti di violenza psicologica e fisica nei confronti di moglie e figlio. Ecco quindi che le dinamiche familiari si basano su terrore e subito dopo l’unica via di scampo sono la fuga o il rifugiarsi nella musica o nelle proprie passioni. Infatti queste arti sono spesso lo strumento più adeguato per poter sfogare emozioni, paure, ansie e desideri spesso sospetti o sconosciuti. Inoltre, anche l’amicizia e l’amore diventano tematiche fondamentali per evidenziare che nelle difficoltà si possa avere uno spiraglio di luce. Grazie ad effetti e sinceri. Un esempio di questi è il rapporto tra madre e figlio, basato sulla protezione ed il sostegno reciproci finché non avviene un abbandono che farà emergere ulteriormente il senso della solitudine. Questo sentimento è presente in modo costante nel film perché accompagna Burt e gli altri personaggi costretti ad affrontare anche devastanti malattie che rendono completamente dipendenti dall’altro. In tali situazioni emerge ancora e con più forza l’importanza del perdono non solo come atto consapevole ma come vera e propria speranza per ricominciare a vivere.

Classe 2^ accoglienza ed ospitalità

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