AUTOSTIMA ED AUTOEFFICACIA

Credo che questo sia un tema fondamentale, la base per vivere bene con noi stessi e di conseguenza con gli altri, soprattutto nel mondo di adesso.

Spesso queste due parole vengono confuse, se non addirittura usate una come una la sostituta dell’altra.

Niente di più giusto se vogliamo vivere in balia degli altri e degli eventi.

Ma è proprio questa la vita che vuoi?
Ti piace sentirti bene solo quando i colleghi ti reputano in gamba? O quando ricevi la stima dai tuoi vicini?

Allora ti piace anche sentirti a terra quando qualcuno ti critica, quando fai un errore (tutti facciamo errori), quando un progetto non è venuto perfettamente.

Vi è mai capitato che un progetto non sia andato così bene come avreste voluto? Vi siete sentiti dire o vi siete detti “devo avere più autostima e tutto si sistemerebbe, i miei progetti decollerebbero, troverei l’ispirazione giusta, ecc..”? Se questo discorso fosse corretto sarebbe corretto anche il suo contrario, e cioè il vostro progetto ha avuto molto successo: è andata così grazie la vostra alta autostima? NO.

Fermiamoci un momento e capiamo bene cos’è e cosa non è questa parola AUTOSTIMA, perché credo che ci sia parecchia confusione a riguardo.

AUTO-STIMA: stima di sé. Ma cosa stimiamo di noi stessi?

Con “Stima” non si intende forse dare un valore? Quando vogliamo vendere una casa, un’automobile, dei mobili antichi, una bicicletta usata ci rivolgiamo all’esperto di quel settore, il quale attraverso dei parametri (specifici caso per caso) ci indica il loro valore economico.

Ma chi può STIMARE il valore di un essere umano? A quale esperto rivolgersi per avere questo valore? E in che modo lo misura: euro, cm, kg, titolo di studio, posizione contrattuale?

Non credo ci sia bisogno di dire che non esiste NESSUNO che possa fare questo.

Però resta il fatto che le persone stimano se stesse: allora quali sono i parametri che utilizzano per misurare il proprio valore? Questi criteri dipendono da molte cose (cerchiamo di ampliare lo sguardo al mondo intero, non solo nel nostro piccolo): XX/XY/…, l’età, la cultura di appartenenza, ecc.

Proprio sulla cultura vorrei soffermarmi un momento: in ognuna ci sono parametri diversi che danno valore ai propri componenti come ad esempio la posizione sociale o lavorativa, oppure il denaro posseduto, la casa in cui si vive, l’automobile acquistata. Più in alto si è in questa scala gerarchica, maggiore è l’autostima della persona.

Altro discorso è l’aspetto fisico, soprattutto per noi donne: essere molto magre, essere mamme che a pochi mesi dal parto esibiscono un fisico perfettamente in linea con i canoni alla moda. O al contrario, passeggiare con il proprio bimbo di qualche mese portandosi addosso i chili della gravidanza, gli occhi stralunati dal poco sonno e i capelli legati in qualche modo condiziona molto il modo di vedersi e di valorizzarsi.

E la nostra autostima (se le diamo il valore che le si da comunemente) ne paga le conseguenze.

Ma se prendiamo ad esempio le culture diverse dalla nostra la magrezza è vista completamente al contrario, anzi, solo le donne formose sono le più attraenti.

CULTURE DIVERSE = PARAMETRI DIVERSI

(E già qui si capisce quanto sia precario questo equilibrio basato su criteri non permanenti)

Siamo noi che scegliamo i nostri criteri su cui basare la nostra autostima, e noi siamo ovviamente influenzati dal mondo che ci circonda (es: amici su FB, followers, lavoro fisso/autonomo….). Se i criteri sono impermanenti, cosa succede alla nostra autostima? Va su e giù come sulle montagne russe: se va tutto bene siamo al top, e appena succede qualcosa che non ci piace giù giù si sprofonda!

Oltretutto questi criteri sono anche al di fuori del nostro controllo, non abbiamo il potere di influenzarli in alcun modo, mi spiego meglio: immagina una persona dedita al proprio lavoro, un vero professionista: un bel giorno la sua azienda chiude e lui perde il lavoro MA NON per motivi che c’entrano col suo operato. Cosa succede alla sua autostima?

BASARE LA PROPRIA AUTOSTIMA SU ASPETTI IMPERMANENTI ESTERNI E VARIABILI è ASSOLUTAMENTE CONTROPRODUCENDE.
ANZI, E’ SICURAMENTE LA BASE PER UNA VITA INFELICE.

Cosa fare allora?
RIPORTARE DENTRO DI NOI LA BASE DELLA PROPRIA AUTOSTIMA.

Ma per fare questo bisogna prima comprendere cos’è l’AUTOSTIMA e l’ AUTOEFFICACIA.

A.ST è LEGATA AL NOSTRO ESSERE
A.EFF è LEGATA AL NOSTRO FARE.

VANNO SEPARATE.

Quando parliamo di quello che facciamo, dei nostri risultati, del mondo esterno si parla di A.EFF.

Invece quell’amore profondo che nulla e niente ci può togliere, l’accettazione del nostro essere perfetti per quello che siamo, che dentro di noi c’è tutto quel che serve, quella è l’ A.ST.

Quando avremo compreso bene questi concetti e queste diversità e riusciremo a metterle in atto (…..), non avremo più bisogno dell’approvazione degli altri, non dovremo più dimostrare niente a nessuno, non dovremo più continuamente difendere i nostri errori.

Perché anche se sbagliamo, non siamo sbagliati.

Perché anche se un nostro progetto fallisce, noi non siamo un fallimento.

Questo concetto va portato con degli esercizi dalla comprensione mentale ai muscoli.

Ma intanto fermiamoci, facciamo chiarezza e separiamo l’A.ST dall’ A.EFF esercitando maggiore consapevolezza e individuandole nella nostra vita.

Secondo step? L’accettazione…. ma ve ne parlerò nel prossimo articolo.

Prof.ssa Sara Benedetti

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