Fare scuola in tempi di quarantena 2

Sono le 22 e rimango qua, ancora davanti al pc questa volta non per correggere compiti o preparare lezioni adatte per la formazione a distanza, lo strumento che noi docenti del Cfp e molti altri abbiamo adottato per continuare a poter formare i nostri studenti in questo terribile momento di “clausura forzata”ma per riflettere e trovare un senso, seppur personale a ciò che sta accadendo.

Guardo fuori dalla finestra e non vedo nessuno, il silenzio regna sovrano e se, in alcuni momenti potrebbe sembrare una situazione rilassante, purtroppo ora crea ansia e malinconia.

Per fortuna mi arriva qualche mail dei miei studenti con allegati files di compiti da correggere e in questo impegno quotidiano vedo il loro sforzo, l’energia che dedicano per poter trovare un minimo di normalità in un contesto che non ha nulla di normale perché genera paura e desolazione.

Allora dentro di me penso, cerco di trovare risposte, motivi, cause che ci hanno portati fin qua ma nulla mi convince davvero.

L’unica cosa che posso fare, al di là di sperare che tutto migliori al più presto, è pensare a come rendere positive le lezioni, la formazione a distanza.

Ed è proprio qui che ne trovo il senso, nella sua definizione: FORMAZIONE perché essa non è mera didattica, la possibilità di trasmettere contenuti attraverso una connessione internet a persone lontane ma, per come l’ho intesa, è un modo di tenermi vicina ai miei studenti, per cercarli, per far capire loro che gli insegnanti sono lì per loro, per supportarli ed accompagnarli in questo tortuoso percorso.

Ecco, allora, che durante le lezioni, nonostante le difficoltà tecniche, chiedo loro di farsi vedere, accendere la videocamera per creare quel minimo di contatto umano che li faccia sentire parte di una classe, di un gruppo in cui ognuno, a modo suo, partecipa e si tiene legato per non sentirsi ancora più solo dove può manifestare le sue paure o condividere momenti di serenità, qualche risata come se il mondo rimanesse fuori e non potesse rovinare tutto.

Finalmente ho trovato il senso di tutto questo attivarsi per le lezioni: renderle certamente un momento di condivisione di concetti, perché in fin dei conti siamo docenti e dobbiamo trasmettere conoscenze e competenze ma soprattutto la formazione a distanza ci permettere di essere adulti che hanno il doveroso compito di incoraggiare questi ragazzi che così giovani devono affrontare una situazione più grande di loro e di tutti noi.

Allora, ben vengano la formazione a distanza, Microsoft Teams e tutto ciò che ne comporta perché, forse per questa volta, internet non sarà più il mezzo che separa e rende tutti automi fagocitati da Facebook, social, Instagram ma è quella risorsa che ci permette, usando lo slogan tanto veritiero di questi giorni di essere vicini anche se lontani.

Allora, ragazzi, vi auguro di cuore di poter cogliere l’opportunità della formazione a distanza e vi assicuro, perché la speranza è una mia caratteristica che ANDRA ‘TUTTO BENE e presto torneremo alla nostra tanto desiderata noiosa quotidianità.

Prof.ssa Sara Beltrami.

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