Scuola: sistema arretrato?

La scuola è sicuramente parte integrante della vita di un’adolescente e per questo mi sono chiesta: “Il sistema istituzionale riesce a stare al passo con la modernità o dev’essere cambiato?”

A parer mio la scuola, o meglio, la scuola che io frequento, non è arretrata e il suo sistema non ha la necessità di essere rivoluzionato completamente perché funziona più che bene, tuttavia, come tutte le cose, può essere migliorato.

Molto spesso mi è capitato di sentire lamentele rispetto al metodo di valutazione delle competenze o abilità dello studente che non ritraggono in maniera adatta ciò che realmente sa l’alunno, non lo spronano allo studio e all’applicazione e molto spesso lo lasciano con delle lacune. Io, a riguardo, sostengo invece che il voto dia stimolo, soddisfazione e consapevolezza, purtroppo c’è un’interpretazione errata che porta molti a non comprenderlo. La soluzione potrebbe essere una spiegazione da parte del docente sul metodo di valutazione e l’implemento di ore di recupero per coloro che presentano carenze, in modo tale da evitare incomprensioni e dare la possibilità a tutti di raggiungere le stesse conoscenze.

Secondo alcuni la scuola dovrebbe insegnarci a vivere e a prepararci ad affrontare le insidie del mondo, invece di trasmetterci la storia piuttosto che la letteratura. Io sono contraria a questo tipo di pensiero perché non ha alcun senso. C’è un’enorme equivoco alla base di questa riflessione, perché la scuola getta le basi per il futuro, ti dà l’intelligenza e la conoscenza per adattarti al quotidiano, ma sta a te poi imparare a vivere, sta a te trasformare le nozioni assimilate sui banchi in esperienza. La scuola ti imposta su un programma standard di conoscenza dell’umanità, ma poi è compito tuo approfondire ciò che ti interessa e imboccare la tua strada. L’istituzione serve per creare una sorta di “elite” che poi può essere impiegata in tutti i settori e ti dà la capacità, l’intelligenza di svolgere un lavoro al meglio. Non avrebbe senso che la scuola ci insegnasse a cambiare una lampadina o a pagare le bollette, perché non sono conoscenze, si tratta di esperienza e questa te la devi costruire tu. La scuola è come un trampolino, ti insegna a saltare, ma poi sta a te spiccare il volo. Inoltre per quanto riguarda l’insegnamento della storia secondo me è fondamentale apprenderla, perché come si può pensare di progredire senza conoscere il passato? Come si fa a non commettere errori se non si studia quelli precedenti? Certe materie sono essenziali e non possono passare in secondo piano.

Un’altra critica riguarda le materie che vengono insegnate. C’è chi ritiene dovrebbero esserci più ore volte alla gestione dell’ansia o dello stress, ore motivazionali e di riflessione. Sinceramente non capisco da dove provenga tutta questa difficoltà e questo bisogno di integrare ore al calendario scolastico per “sentirsi a proprio agio” a scuola. Tutti gli istituti italiani dispongono già di uno psicologo e sono convinta che non si rifiuti di aiutare dei ragazzi, per questo non trovo necessario togliere dello spazio già ristretto a materie culturali. Inoltre sono convinta che se uno studente ha qualche problema, la scuola di certo non lo isola, ma lo aiuta. Piuttosto si potrebbero dedicare alcune ore all’interno del programma al confronto, trattando argomenti come ad esempio l’attualità, oppure integrare dei laboratori dinamici, dove i ragazzi possono sentirsi più liberi e più motivati. Un’altra idea potrebbe essere un’ora di retorica, dove si impara a dialogare, ad esprimersi correttamente. Queste potrebbero essere delle soluzioni a mio avviso efficaci che vanno a rimpolpare il programma didattico senza però danneggiarlo.

Anche il metodo di insegnamento è argomento di discussione, sono in molti coloro che danno la colpa del proprio insuccesso al professore di matematica delle medie che non sapeva spiegare. Penso che qui dipendi tutto dalla fortuna di trovare persone competenti che ci mettono passione nel lavoro, ma mi permetto di farvi una domanda:” Siete sicuri che la colpa sia del professore e non vostra? Vi siete impegnati abbastanza? Avete dato il meglio?”

Prima di accusare un sistema, siate certi di essere apposto con voi stessi e chiedetevi se avete dato il massimo. Molto spesso noi ragazzi ci sentiamo in dovere di pretendere troppo da tutto, ma la cosa che dobbiamo capire è che dovremmo esigere altrettanto da noi stessi.

Infine vorrei toccare un’altra tematica causa di discussione, ovvero la scelta della scuola superiore.

Credo che l’età di 14 anni non sia adatta a prendere una decisione così importante. l’istituto superiore è il sentiero che ci porterà al futuro della nostra vita e avere le idee chiare in terza media è molto difficile. Io personalmente sono stata fortunata perché le scelte che ho fatto rispecchiavano al 100% le mie volontà, ma sono tantissimi i ragazzi che invece non hanno questa sicurezza e che si ritrovano a dover cambiare quattro scuole in un anno. Penso che una soluzione potrebbe essere una ristrutturazione della scuola italiana che permetta una scelta più consapevole e più in là negli anni, con un modello vicino a quello tedesco, dove la scuola media dura 5 anni e i licei, tecnici e professionali 2.

In conclusione ci tengo a ribadire che la scuola italiana a parer mio non ha bisogno di grandi rivoluzioni, ma solo di qualche piccolo ritocco.

Aurora Zanolli (5^ CAPES)

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