Il sistema scolastico

Un paio di settimane fa, durante una preziosa ora in presenza a scuola è uscito un piccolo dibattito tra alcuni studenti per il comportamento di una compagna che alcuni di noi ritenevano sbagliato. Pochi giorni dopo una sua cara amica cercando di difenderla, sul gruppo di classe, ha mostrato dei video critica sul sistema scolastico a volte mal funzionante. Anche in questa occasione abbiamo avuto l’opportunità di esprimere ciò che ognuno pensava. A parer mio la discussione iniziale non era nata per questo ma si è convertita nel tempo, anche in classe con il supporto del professore abbiamo poi dedicato due ore di dibattito per esporre pensieri, soluzioni e opinioni riguardo al sistema scolastico odierno.

I video mostrati dalla compagna mostravano realtà non proprio vicine alla nostra, erano video americani in cui si criticava la scuola e soprattutto com’è mal organizzata e poco educativa per la vita vera.

Ho pensieri contrastanti su questo argomento, in primo luogo penso che la possibilità di andare a scuola sia un gran privilegio e non bisognerebbe mai dimenticarsi di quanti sacrifici si sono fatti per renderla un bene comune. Sento che grazie ad essa ho imparato molto e sono cresciuta in modo graduale sia dal lato personale che culturale, non mi immaginerei mai una vita senza scuola ma con una scuola diversa si.

Una scuola che faccia conoscere al bambino, che diventerà poi l’adulto del domani, le basi della cultura sicuramente ma non solo, una scuola che gli possa offrire tanti spunti, attività, sport per fargli capire il suo talento e per poi poterlo accrescere durante quegli anni che la scuola obbligatoria impone.

Una scuola che ci insegni come vivere la vita vera, senza ricorrere sempre all’aiuto dei genitori, capire come comprare una casa, come pagare le bollette, cercare un lavoro che fa per noi, organizzare una vacanza, qualsiasi cosa che ci possa servire finita la scuola. 

Mi rendo conto che questo possa sembrare un sogno lontano ma a parer mio possiamo renderlo un obiettivo, magari a lungo termine ma pur sempre un obiettivo. Quanto sarebbe bello vedere ogni bambino felice di andare a scuola, sì per imparare le tabelline, ma soprattutto per imparare a stare al mondo, per costruire relazioni e ovviamente per accrescere e sviluppare il suo talento, perché sono convinta che ognuno di noi ne ha uno.

Un altro problema che viene trattato nel video è quello dei voti, della gara a chi ottiene il punteggio migliore e di quegli individui che “gareggiano” solo per quello, ciò a volte può essere molto pericoloso. 

In merito a questo, ieri ho letto un articolo che mi ha spezzato un po’ il cuore perché queste cose non dovrebbero mai succedere e men che meno per lo studio o per la scuola.

“Io non so perché ieri una giovane ragazza che un tempo studiava medicina ha deciso di togliersi la vita, di lanciarsi nel vuoto, ma so che a scuola, all’università devi incontrare opportunità, colori nuovi, devi incontrare conoscenze, persone, progetti, idee, non devi incontrare la morte. E se la incontri, se la scegli qualcosa non ha funzionato. E allora cosa non ha funzionato?” -così inizia la toccante lettera per Daniela, la giovane studentessa.

Continua poi dicendo “Non funziona che ci insegnino che valiamo quanto i nostri meriti, non funziona che non parliamo di Salute Mentale, che di servizi efficaci e concreti che ci supportino in questo percorso a ostacoli in cui spesso i professori dimenticano di essere stati Studenti e si organizzano nel modo migliore per metterti in difficoltà non ce ne sono, non funziona che l’imprecisione è un tabù, che lo devi dire a bassa voce che sei fuori corso, che su di noi scommettono tutti, genitori, fratelli, parenti, amici, scommettono sul ‘tanto tu sei bravo’, e come glielo dici che a volte non sei bravo, a volte lo sei ma non basta.

I successi sono bellissimi, ottenere risultati, fare bene, raggiungere obiettivi, sforzarsi, lavorare, lavorare duro, è tutto bellissimo. Ma smettetela di pensare che è semplice, che siamo cavalli di razza e vinciamo sempre, che tanto siamo bravi, non siamo bravi, siamo imperfetti, corriamo ognuno a una velocità diversa perché ognuno fa i conti con i suoi di ostacoli, con i suoi di limiti, ognuno si accudisce il suo tempo e i suoi fallimenti e se tifate per noi solo continuandoci a dire di correre correre correre non ce la facciamo più, rischiamo di cadere nel vuoto, in una mattina di gennaio e farci male sul serio”.

Il problema sta proprio qui, non si può sempre correre, correre senza alzare la testa, ogni tanto bisogna fermarsi, respirare e capire se tutto ciò fa per noi o se ci sta facendo solo ammalare la testa.

Siamo tutti persone diverse e se io in cuor mio so che se prendo un brutto voto non succede nulla, il mio compagno di banco potrebbe non dormirci la notte per quel 4 e basterebbe parlare, confrontarsi e dirglielo che andrà meglio, che quel voto si tira su, che se non è un 10 va bene comunque, che va bene anche così, non siamo macchine da guerra.

Concludo dicendo che il sistema scolastico non è sempre il problema, magari sono i ragazzi che lo frequentano il “problema” non perché siamo cosa brutta o malata ma perché le nostre esigenze sono cambiate e un incremento delle attività a nostro favore sarebbe un grande plus per tutti anche perché come mi piace ribadire, il futuro siamo noi e i nostri figli, e ora, sta tutto nelle nostre mani.

Anna Marini (5^ CAPES)

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